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PELOBATE INSUBRICO o PELOBATE FOSCO ITALIANO

Pelobates fuscus insubricus (Cornalia, 1873)

ORDINE: Anura

FAMIGLIA: Pelobatidae


 


Descrizione

Il maschio misura 5 cm, la femmina 6 cm; le pupille sono grandi e ellittiche nella direzione verticale. Possiede un tubercolo metatarsale grande (anche 7 mm) di colore brunastro-giallastro.

La colorazione del dorso è bruna a macchie frastagliate. Il ventre di colorazione più chiara, biancastro.


Specie simili

Potrebbe essere scambiato per un rospetto, ma l'assenza di ghiandole parotoidi e i grandi occhi lo rendono inconfondibile.


Alimentazione
Il pelobate è insettivoro.


Habitat

Conduce una vita “fossoria” in habitat prativo-boscati per gran parte dell’anno. Con i suoi speroni cornei riesce infatti a interrarsi a diverse decine di centimetri di profondità, da cui esce solo in notti piovose. Per tale motivo è difficile da vedere in natura.


Riproduzione

Soltanto durante le copiose piogge primaverili che esso si reca verso i siti riproduttivi (piccoli laghetti, stagni e risaie). Qui si trasferiscono in acqua e maschio e femmina emettono suoni simili a un sordo “clock-clock” per localizzarsi.

Il maschio cinge la femmina in un amplesso. Durante l’accoppiamento il maschio e la femmina continuano nel loro canto, difficile da udire fuori dallo stagno. La femmina presto depone in cordoni ovulari abbastanza corti (circa mezzo metro) e larghi 2-3 cm. All'interno le uova non sono disposte in modo regolare.

I girini dapprima piccolissimi raggiungono nel periodo di giugno grandi dimensioni (anche più di 10 cm). I girini hanno l'orifizio cloacale che si apre sul lato inferiore della pinna caudale, mentre quello delle rane verdi si apre sul lato destro della stessa lama caudale.


Distribuzione

Il pelobate fosco padano è una specie endemica della Pianura Padana. Il Pelobates fuscus fuscus è diffuso in Europa e in Asia.


Protezione

In Europa il pelobate fosco padano è considerato entità di importanza prioritaria ed è elencato anche nel II e IV allegato della direttiva Habitat 92/43/CEE.

 

Foto

 

 

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